Torna al blogStrategia & Mercato

Commissioni Airbnb al 15,5% nel 2026: cosa cambia per host e proprietari

13 luglio 202611 min di letturaAgg. 13 luglio 2026
Commissioni Airbnb al 15,5% nel 2026: cosa cambia per host e proprietari
Indice dell'articolo

In breve

Airbnb conferma due strutture di costo: commissione condivisa e commissione unica lato host.

Nella struttura condivisa, la maggior parte degli host paga circa il 3% e l'ospite paga normalmente dal 14,1% al 16,5% del subtotale.

Nella struttura unica, l'intero costo viene detratto dal compenso dell'host: la maggior parte paga il 15,5%, mentre gli altri pagano generalmente tra il 14% e il 16%.

Airbnb dichiara che la struttura condivisa non sarà più disponibile per alcuni host, non che tutti gli host italiani cambieranno nello stesso giorno.

Lasciare i prezzi invariati riduce il compenso netto. Adeguarli senza strategia, però, può ridurre la competitività.

Per noi il cambiamento non è una penalizzazione automatica: è un'occasione per gestire meglio prezzo finale, margine e posizionamento rispetto agli annunci aggiornati male.

Cosa ha confermato ufficialmente Airbnb

Airbnb ha aggiornato il proprio Centro Assistenza chiarendo che, per i soggiorni, esistono due differenti strutture di costo.

La prima è la commissione condivisa, nella quale il costo viene diviso tra host e ospite. La seconda è la commissione unica, nella quale l'intero costo del servizio viene sottratto dal compenso dell'host.

La novità rilevante è questa: Airbnb scrive che la struttura con costi condivisi non sarà più disponibile per alcuni host e che questi account passeranno alla struttura con costi singoli.

Non è quindi corretto riassumere il cambiamento dicendo semplicemente: “Airbnb aumenta la commissione dal 3% al 15,5%”. Il confronto corretto deve considerare anche il costo che oggi viene addebitato separatamente all'ospite.

Fonte ufficiale: Airbnb, Centro Assistenza, “Costi del servizio di Airbnb”, consultato il 13 luglio 2026.

Come funziona oggi la commissione condivisa

Con la struttura condivisa:

la maggior parte degli host paga un costo del servizio del 3%;

alcuni host pagano una percentuale superiore;

l'ospite paga normalmente un costo compreso tra il 14,1% e il 16,5% del subtotale della prenotazione;

il costo dell'host viene sottratto dal prezzo delle notti e dagli eventuali costi aggiuntivi stabiliti dall'host, escluse le tasse.

Il subtotale comprende quindi non soltanto il prezzo per notte, ma anche voci come spese di pulizia, supplemento per ospiti aggiuntivi e altri costi configurati nell'annuncio.

Questo è il punto che spesso viene ignorato: anche quando l'host vede una trattenuta del 3%, l'ospite sta già pagando un costo del servizio ulteriore. Per valutare la competitività bisogna guardare il totale pagato dall'ospite, non soltanto la tariffa impostata nel calendario.

Come funziona la commissione unica al 15,5%

Con la struttura a costi singoli, Airbnb detrae l'intero costo dal compenso dell'host.

La documentazione ufficiale indica che:

la maggior parte degli host paga il 15,5%;

gli altri pagano generalmente tra il 14% e il 16%;

per alcuni account la struttura unica è già obbligatoria, ad esempio strutture ricettive tradizionali, host che utilizzano software di gestione immobiliare e host in paesi nei quali questa struttura è prevista.

La percentuale realmente mostrata nell'account resta il dato da utilizzare. Airbnb precisa inoltre che, quando previsto dalla normativa applicabile, i costi visualizzati possono includere l'IVA.

Il 15,5% sarà obbligatorio per tutti dal 13 ottobre 2026?

La pagina pubblica ufficiale di Airbnb non indica una data universale valida per tutti gli host italiani.

Airbnb parla di “alcuni host” e mette a disposizione uno strumento di transizione con una scadenza visibile all'interno dell'account. Questo significa che la data effettiva deve essere controllata:

nell'email inviata da Airbnb;

nell'app o nel pannello dell'host;

nella sezione relativa ai costi del servizio;

nello strumento di correzione dei prezzi.

Se un account ha ricevuto una comunicazione che indica il 13 ottobre 2026, quella data va trattata come scadenza specifica per quell'account. Non va però trasformata in una regola generale senza una conferma pubblica di Airbnb valida per tutti.

Questa distinzione è importante: un articolo serio deve informare i proprietari, non creare allarmismo con una data presentata come universale quando la fonte pubblica non lo conferma.

Il passaggio dal 3% al 15,5% riduce davvero i guadagni?

Sì, se il prezzo rimane invariato. Non necessariamente, se il prezzo viene ricalcolato correttamente.

Prendiamo un esempio semplificato, senza considerare imposte e differenze specifiche del singolo account.

ScenarioPrezzo impostatoCommissione hostCompenso hostCosto servizio ospite
Commissione condivisa100,00 €3,00 €97,00 €normalmente 14,1%–16,5%
Commissione unica, prezzo invariato100,00 €15,50 €84,50 €nessuna commissione condivisa separata
Commissione unica, compenso preservatocirca 114,80 €circa 17,80 €circa 97,00 €nessuna commissione condivisa separata

Per continuare a ricevere circa 97 euro con una commissione del 15,5%, il calcolo teorico è:

97 ÷ 0,845 = 114,79 euro

Il prezzo dovrebbe quindi passare da 100 a circa 114,80 euro. L'aumento teorico rispetto al vecchio prezzo è di circa il 14,8%.

Il risultato è meno drammatico di quanto sembri a prima vista: con la struttura condivisa l'ospite poteva già pagare circa 114,10–116,50 euro prima delle tasse. Con un adeguamento corretto, il totale può restare nella stessa area mentre il proprietario conserva un compenso simile.

Perché non basta aumentare tutto del 14,8%

Il 14,8% è un calcolo di equilibrio, non una strategia di revenue management.

Applicare lo stesso incremento a ogni notte del calendario può creare due problemi opposti:

nelle date deboli, il prezzo può diventare troppo alto e ridurre la conversione;

nelle date forti, un aumento uniforme può lasciare comunque l'immobile sottoprezzato.

Il nuovo prezzo va deciso considerando:

giorno della settimana;

stagionalità;

eventi e fiere a Milano;

anticipo della prenotazione;

durata del soggiorno;

occupazione già acquisita;

disponibilità residua nella zona;

prezzo totale dei concorrenti;

sconti settimanali e mensili;

costi di pulizia e supplementi;

differenze tra Airbnb, Booking e vendita diretta.

Per approfondire questo metodo, leggi la guida sul pricing dinamico negli affitti brevi.

Anche pulizie e costi aggiuntivi devono essere ricalcolati

Airbnb specifica che il costo del servizio viene calcolato anche sugli importi aggiuntivi stabiliti dall'host.

Tra questi possono rientrare:

spese di pulizia;

supplemento per ospiti aggiuntivi;

supplemento per animali;

altri costi configurati nell'annuncio.

Un host che aumenta soltanto il prezzo per notte, lasciando invariati tutti gli altri importi, può quindi assorbire parte della nuova commissione proprio sulle voci che pensava di aver escluso dal calcolo.

Lo stesso controllo va effettuato sugli sconti. Lo strumento Airbnb modifica prezzi e costi aggiuntivi, ma la documentazione ufficiale specifica che gli sconti sono esclusi dalla correzione automatica.

Come funziona lo strumento di correzione dei prezzi

Airbnb ha creato uno strumento dedicato agli host che non utilizzano un software di gestione immobiliare e che devono passare dalla commissione condivisa a quella unica.

Secondo la pagina ufficiale, lo strumento può:

applicare una correzione una tantum agli annunci attivi e inattivi;

modificare prezzi base, prezzi personalizzati, weekend e promozioni;

aggiornare costi aggiuntivi come pulizia e supplementi;

correggere i prezzi presenti nel calendario per i due anni successivi;

intervenire sui valori minimi e massimi dei Prezzi smart.

Prima di confermare bisogna però sapere che, una volta utilizzato lo strumento per cambiare la struttura dei costi, non è possibile tornare alla commissione condivisa.

Lo strumento è utile per evitare una perdita immediata di margine, ma non sostituisce un controllo data per data. Una correzione percentuale automatica protegge il calcolo di partenza; una strategia professionale decide invece dove alzare, dove contenere e dove modificare le condizioni di soggiorno.

Cosa succede alle prenotazioni già confermate

Airbnb chiarisce che le prenotazioni effettuate prima della correzione non vengono modificate.

I nuovi prezzi e la nuova struttura si applicano alle prenotazioni concluse dopo il completamento dell'aggiornamento. Anche eventuali modifiche successive a una prenotazione precedente non cambiano il prezzo originario secondo quanto riportato nella pagina ufficiale dello strumento.

Questo permette di correggere il calendario futuro senza alterare gli accordi già conclusi con gli ospiti.

Perché per noi è un'opportunità, non una penalizzazione

Il cambiamento non genera automaticamente più prenotazioni. Sostenere il contrario sarebbe scorretto.

La nostra valutazione è però positiva per un motivo concreto: molti annunci verranno aggiornati male.

Alcuni host lasceranno i prezzi invariati e perderanno margine. Altri applicheranno un aumento identico a tutto il calendario e diventeranno meno competitivi nelle date deboli. Altri ancora dimenticheranno pulizie, supplementi, sconti e coerenza con gli altri portali.

Una gestione professionale può sfruttare questa fase per:

proteggere il compenso netto del proprietario;

controllare il prezzo finale realmente visto dall'ospite;

mantenere tariffe competitive nei periodi deboli;

aumentare maggiormente le date ad alta domanda;

evitare differenze incoerenti tra Airbnb e Booking;

migliorare occupazione e ricavo medio senza aumenti indiscriminati.

La commissione cambia. La strategia non può restare uguale.

La gestione Airbnb non consiste nell'aumentare ogni prezzo della stessa percentuale. Serve ricalcolare margine, domanda, costi, sconti e posizionamento data per data.

Scopri la gestione Airbnb a Milano

La nostra prospettiva su prenotazioni e guadagni

Il nostro obiettivo è usare il passaggio alla commissione unica per aumentare la competitività relativa degli immobili gestiti.

Non perché il 15,5% favorisca automaticamente gli host, ma perché modifica il modo in cui deve essere costruito il prezzo. In una fase di cambiamento, chi aggiorna meglio e più velocemente può conquistare spazio rispetto a chi reagisce tardi o in modo approssimativo.

Per gli immobili che gestiamo, la strategia sarà:

1. calcolare il compenso netto prima e dopo la modifica;

2. verificare la percentuale reale applicata dal singolo account;

3. ricalcolare notti, pulizie, supplementi e sconti;

4. confrontare il prezzo finale con gli annunci concorrenti a Milano;

5. differenziare gli aumenti tra alta e bassa domanda;

6. monitorare conversione, occupazione, tariffa media e ricavo netto;

7. correggere rapidamente le date che perdono competitività.

La prospettiva è quindi aumentare prenotazioni e guadagni attraverso una gestione più precisa del prezzo, non attraverso un semplice aumento percentuale.

Per capire perché ricavo lordo e guadagno reale non coincidono, leggi anche quanto rende un affitto breve a Milano.

Cosa deve fare ora un proprietario

Prima del passaggio alla commissione unica conviene eseguire questi controlli:

1. verificare la comunicazione ricevuta da Airbnb;

2. controllare data e percentuale mostrate nell'account;

3. calcolare il compenso netto delle prenotazioni attuali;

4. controllare pulizie e tutti i costi aggiuntivi;

5. verificare gli sconti, che non vengono corretti automaticamente;

6. controllare prezzi minimi e massimi dei Prezzi smart;

7. confrontare il totale ospite prima e dopo la modifica;

8. verificare la coerenza con Booking e gli altri canali;

9. monitorare i risultati dopo l'aggiornamento;

10. evitare sia l'inerzia sia gli aumenti automatici senza analisi.

Conclusione

Il passaggio alla commissione unica del 15,5% non deve essere sottovalutato, ma neppure raccontato come un aumento secco e inevitabile del costo finale.

Il rischio reale non è la nuova percentuale in sé. Il rischio è non aggiornare i prezzi, oppure aggiornarli male.

Con un ricalcolo corretto, il proprietario può preservare il proprio compenso e mantenere un prezzo finale vicino a quello che l'ospite pagava già con la commissione condivisa. Con una gestione dinamica, il cambiamento può inoltre diventare un vantaggio rispetto agli annunci che reagiranno in ritardo.

La nostra posizione è chiara: non assorbiremo passivamente il nuovo costo e non aumenteremo tutte le date alla cieca. Useremo dati, domanda e confronto competitivo per cercare più prenotazioni e un risultato netto migliore per il proprietario.

Hai un appartamento a Milano?

Analizziamo il prezzo finale, il compenso netto e la domanda reale della zona per capire come adeguare l'immobile alla nuova struttura Airbnb senza perdere competitività.

Richiedi una valutazione dell'immobile

Articolo aggiornato al 13 luglio 2026. Le percentuali e le date effettive possono variare in base all'account, al paese, alla tipologia di struttura e agli eventuali software collegati. Prima di modificare i prezzi, verifica sempre la comunicazione e la percentuale mostrate direttamente da Airbnb.

Collegamenti utili per continuare

Gestione Airbnb Milano: per collegare la strategia del canale Airbnb alla gestione concreta dell'immobile.

Gestione affitti brevi: per capire quali attività operative possono essere delegate con responsabilità chiare.

Domande frequenti

Airbnb applicherà il 15,5% a tutti gli host italiani?

La pagina pubblica di Airbnb non dice che tutti gli host italiani passeranno nello stesso giorno. Conferma invece che la struttura con costi condivisi non sarà più disponibile per alcuni host, che verranno trasferiti alla commissione unica. Percentuale e data effettive vanno verificate nella comunicazione ricevuta e nelle impostazioni del singolo account.

Quanto trattiene Airbnb con la commissione unica?

Airbnb indica che la maggior parte degli host con commissione unica paga il 15,5%, mentre gli altri pagano generalmente tra il 14% e il 16%. La percentuale effettiva mostrata nell'account resta il dato da utilizzare per i calcoli.

Di quanto bisogna aumentare i prezzi passando dal 3% al 15,5%?

Per mantenere lo stesso compenso netto, il rialzo matematico teorico è di circa il 14,8%. Non va però applicato automaticamente a tutte le date: bisogna adattarlo a domanda, stagionalità, occupazione, eventi e prezzo finale dei concorrenti.

La commissione Airbnb si applica anche alle spese di pulizia?

Sì. Airbnb calcola il costo del servizio sul prezzo delle notti e sugli altri costi stabiliti dall'host, come pulizia, supplementi per ospiti aggiuntivi o animali, escludendo le tasse e il costo del servizio dell'ospite nella struttura condivisa.

Le prenotazioni già confermate cambiano dopo il passaggio?

No. Airbnb specifica che le prenotazioni effettuate prima della correzione non vengono modificate. I nuovi prezzi e la nuova struttura si applicano alle prenotazioni concluse dopo il completamento dell'aggiornamento.

Fonti ufficiali consultate

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2026. Le informazioni si basano sulla normativa vigente a questa data. Verifica sempre le disposizioni aggiornate sulle fonti ufficiali.

Hai un immobile a Milano e vuoi valutare l'affitto breve?

Contattami per una valutazione gratuita e senza impegno, basata sui dati reali della tua zona.

Scrivimi su WhatsApp →