Imposta di soggiorno a Milano per affitti brevi: tariffe 2026, gestione e cosa verificare

15 marzo 20269 min di letturaAgg. 4 luglio 2026
Imposta di soggiorno a Milano per affitti brevi: tariffe 2026, gestione e cosa verificare
Indice dell'articolo

Aggiornamento operativo 2026 su imposta di soggiorno Milano

La pagina Fare Impresa del Comune di Milano conferma che il SUAP non è competente per imposta di soggiorno e fiscalità: per questi aspetti vanno usati i canali tributari del Comune e, se serve, il proprio consulente fiscale.

L'imposta di soggiorno resta un adempimento comunale autonomo rispetto a SUAP, CIR, CIN, Alloggiati Web e ROSS1000. Nel flusso operativo conviene trattarla come scadenza separata, con rendicontazione distinta dai ricavi della prenotazione.

Gli importi e le esenzioni possono cambiare per delibera comunale: prima di incassare o riversare importi, verifica sempre la pagina ufficiale del Comune di Milano e la piattaforma operativa indicata dal Comune.

In breve

L'imposta di soggiorno a Milano si applica anche a locazioni brevi e CAV ed è disciplinata dal regolamento e dalla delibera comunale.

Per il 2026 il Comune di Milano indica la tariffa vigente per le locazioni brevi a 9,50 euro a persona per notte, ma l'importo va sempre verificato sulla pagina ufficiale o sulla piattaforma comunale prima di applicarlo.

Non è un costo del proprietario: è una somma da gestire, riscuotere dall'ospite e riversare al Comune tramite SoggiorniAmo, con dichiarazione annuale.

Esenzioni, durate massime e casistiche particolari vanno lette sul regolamento comunale vigente, non su riassunti di terzi.

Cos'è l'imposta di soggiorno

Un tributo comunale, non un obbligo regionale o nazionale

L'imposta di soggiorno è un tributo comunale previsto dal D.Lgs. 23/2011 (art. 4). Ogni Comune può decidere se istituirla, a quali tipologie applicarla e con quali tariffe, nei limiti fissati dalla legge. A Milano è attiva e si applica a tutte le tipologie di strutture ricettive e alle locazioni per finalità turistiche (affitti brevi).

Chi la deve pagare

Secondo la pagina del Comune di Milano, l'imposta è dovuta da chi pernotta nelle strutture ricettive e negli alloggi locati per finalità turistiche situati nel territorio del Comune di Milano e non è residente nel Comune stesso. I residenti nel Comune di Milano sono esenti.

Chi la gestisce operativamente

Il gestore della struttura (o il locatore, nel caso delle locazioni turistiche) è il soggetto che nella pratica raccoglie l'imposta dall'ospite, la contabilizza e la versa al Comune. Il regolamento comunale prevede che il gestore sia responsabile del pagamento con diritto di rivalsa sull'ospite.

Questo punto va letto con attenzione: la responsabilità del versamento al Comune resta in capo al gestore, indipendentemente dall'effettivo incasso dall'ospite.

Fonte: Comune di Milano — Imposta di soggiorno: servizi e informazioni; Regolamento imposta di soggiorno 2026.

Quanto si paga nel 2026

Tariffa per locazioni brevi e CAV

La delibera comunale per il 2026 fissa la tariffa per case e appartamenti per vacanze e locazioni brevi (ex D.L. 50/2017) a 9,50 euro a persona per notte.

Per confronto, le tariffe 2026 per le principali tipologie non alberghiere:

TipologiaTariffa 2026 (€/notte per persona)
Case e appartamenti per vacanze e locazioni brevi9,50
Bed and Breakfast9,50
Foresterie Lombarde / Affittacamere9,50
Case per ferie7,00
Ostelli per la gioventù3,00

Le strutture alberghiere hanno tariffe diverse, graduate per numero di stelle (da 3,00 a 9,50 euro).

Come si calcola l'importo

La tariffa si applica per persona e per notte di pernottamento. Se ospiti 2 persone per 3 notti: 2 × 3 × 9,50 = 57,00 euro.

Attenzione: la tariffa è passata da 5,50 euro nel 2025 a 9,50 euro nel 2026. Se non aggiorni i tuoi calcoli e le comunicazioni agli ospiti, rischi di dover coprire la differenza.

Fonte: Comune di Milano — Tariffe imposta di soggiorno 2026 (delibera ufficiale).

Esenzioni: cosa dice il regolamento

Le categorie esenti previste

Il regolamento comunale 2026 prevede alcune categorie esenti. Tra quelle più rilevanti per un locatore:

minori: esenti fino al compimento del 18° anno di età

residenti: nel Comune di Milano

volontari: della Protezione Civile in caso di calamità

persone alloggiate: a seguito di provvedimenti di emergenza

Cosa non conviene dare per scontato

L'elenco completo delle esenzioni è nel regolamento comunale. Alcune casistiche (accompagnatori di pazienti, dipendenti in trasferta, soggiorni per motivi sanitari) possono avere condizioni specifiche che vanno verificate direttamente nel testo del regolamento o con il Comune.

Da verificare: se la tua casistica rientra in un'esenzione specifica, controlla sempre il regolamento vigente nella versione più aggiornata disponibile sul sito del Comune di Milano.

Fonte: Comune di Milano — Regolamento imposta di soggiorno 2026.

SoggiorniAmo: la piattaforma del Comune

Come funziona

SoggiorniAmo è la piattaforma telematica del Comune di Milano per la gestione dell'imposta di soggiorno. Attraverso SoggiorniAmo il gestore:

registra la propria struttura

comunica i pernottamenti

effettua i versamenti dell'imposta

presenta la dichiarazione annuale

Registrazione obbligatoria

Chi avvia una locazione turistica a Milano deve registrarsi su SoggiorniAmo. Questo è un adempimento separato dalla Comunicazione al SUAP, dal CIR, dal CIN e da Alloggiati Web. Non va confuso con gli altri passaggi burocratici.

Versamenti trimestrali

I versamenti dell'imposta al Comune avvengono con cadenza trimestrale. Le scadenze indicate sono:

15 aprile: (per il primo trimestre)

15 luglio: (per il secondo trimestre)

15 ottobre: (per il terzo trimestre)

15 gennaio: dell'anno successivo (per il quarto trimestre)

Da verificare: le scadenze esatte possono variare di anno in anno e vanno controllate sulla piattaforma SoggiorniAmo o sulla pagina comunale aggiornata.

Fonte: Comune di Milano — Imposta di soggiorno: servizi e informazioni.

Dichiarazione annuale

Un obbligo separato dal versamento

Oltre ai versamenti trimestrali, il gestore è tenuto a presentare una dichiarazione annuale relativa all'imposta di soggiorno. La dichiarazione va presentata secondo le modalità e i termini indicati dal Comune.

Da verificare: il termine e le modalità di presentazione della dichiarazione annuale nella versione più recente del regolamento.

Cosa non va semplificato troppo

Il rapporto con gli intermediari (Airbnb, Booking)

Se la locazione viene gestita tramite piattaforme come Airbnb o Booking, queste possono raccogliere e versare l'imposta di soggiorno per conto del gestore, in base ad accordi con il Comune. Tuttavia, la responsabilità finale e la corretta contabilizzazione restano in capo al gestore.

Se operi tramite piattaforme, verifica:

se la piattaforma versa effettivamente l'imposta per i soggiorni nella tua struttura

se l'importo applicato corrisponde alla tariffa vigente (9,50 euro nel 2026)

se la dichiarazione annuale resta comunque a tuo carico

Il caso di più piattaforme o prenotazioni dirette

Se ricevi prenotazioni sia tramite piattaforme che in modo diretto, la gestione dell'imposta può diventare più complessa. Per le prenotazioni dirette, la raccolta e il versamento sono interamente a tuo carico. Per quelle tramite piattaforme, devi verificare cosa viene gestito dalla piattaforma e cosa no.

Errori pratici da evitare

Usare importi di anni precedenti

L'aumento da 5,50 a 9,50 euro tra 2025 e 2026 è significativo. Comunicare importi sbagliati all'ospite o calcolare la tassa con la vecchia tariffa crea un buco economico che resta in capo a te.

Confondere locazioni brevi con strutture alberghiere

Le locazioni brevi e le CAV hanno la stessa tariffa (9,50 euro), ma le strutture alberghiere hanno tariffe graduate per stelle. Applicare la tariffa sbagliata è un errore evitabile consultando la delibera ufficiale.

Non registrarsi su SoggiorniAmo

La registrazione sulla piattaforma è un adempimento autonomo. Non si attiva automaticamente con la comunicazione al SUAP o con l'ottenimento del CIR. Devi farlo tu.

Dimenticare la dichiarazione annuale

Il versamento trimestrale non sostituisce la dichiarazione annuale. Sono due adempimenti distinti.

Come questo articolo si collega agli altri

L'imposta di soggiorno è un adempimento comunale autonomo, separato da SUAP, CIR, CIN, Alloggiati Web e flussi statistici. Per la mappa completa di tutti gli adempimenti e del loro ordine, leggi la guida su burocrazia affitti brevi a Milano.

Se stai partendo da zero e vuoi capire l'intero percorso iniziale, leggi la guida su come attivare un affitto breve a Milano.

Per il quadro fiscale (cedolare secca, ritenuta, IRPEF), che è un tema diverso dall'imposta di soggiorno, leggi la guida su locazioni brevi e tasse 2026. Per gestire in modo ordinato il calcolo dell'imposta su una o più strutture, puoi usare il calcolatore tassa di soggiorno multi-comune.

Se vuoi gestire in modo ordinato raccolta, versamenti e dichiarazione annuale insieme al resto degli adempimenti, può avere senso affidarti a una gestione affitti brevi a Milano che tenga insieme burocrazia, ospiti e operatività.

Source audit: su quali fonti si regge questa guida

I riferimenti istituzionali usati

Questa guida si basa su quattro riferimenti: la pagina del Comune di Milano sull'imposta di soggiorno (sezione Tributi), la delibera comunale con le tariffe 2026, il regolamento comunale dell'imposta di soggiorno 2026 e il testo del D.Lgs. 23/2011 (art. 4) su Normattiva, che è la base normativa nazionale dell'imposta.

Cosa questa guida può e non può fare

Può aiutarti a capire cos'è l'imposta di soggiorno, quanto si paga a Milano nel 2026 per le locazioni brevi, come funziona la piattaforma SoggiorniAmo e quali sono i punti operativi da gestire. Non può sostituire la verifica della delibera aggiornata, del regolamento vigente o il confronto con il Comune per casistiche particolari.

Questa guida ha finalità informative e operative. Non costituisce consulenza legale, fiscale o amministrativa personalizzata. Le informazioni si basano sulla normativa e sulle delibere vigenti alla data di ultimo aggiornamento. Per la tua situazione specifica, verifica sempre con il Comune di Milano e, se necessario, con un professionista.

Domande frequenti

Quanto si paga di imposta di soggiorno a Milano nel 2026?

La delibera comunale per il 2026 indica la tariffa per case e appartamenti per vacanze e locazioni brevi a 9,50 euro a persona per notte. L'importo va sempre verificato sulla pagina ufficiale del Comune di Milano o sulla piattaforma SoggiorniAmo prima di applicarlo, perché tariffe e regole possono essere aggiornate.

Chi versa l'imposta di soggiorno?

L'imposta non è un costo del proprietario: è una somma da gestire, riscuotere dall'ospite e riversare al Comune secondo le regole comunali, tramite SoggiorniAmo. Per le modalità precise e le scadenze applicabili al tuo caso, verifica con il Comune di Milano o con il professionista che segue la contabilità.

I bambini e altre categorie pagano?

Il regolamento comunale prevede casistiche di esenzione e durate massime di applicazione. Il dettaglio operativo (età, fasce, soggetti esentati) va letto direttamente sul regolamento vigente del Comune di Milano, non riassunto da fonti di terzi.

Cosa succede se non presento la dichiarazione annuale?

Il versamento periodico non sostituisce la dichiarazione annuale: sono due adempimenti distinti previsti dal regolamento comunale, con regimi sanzionatori autonomi. Per la situazione concreta, verifica con il Comune di Milano e con il professionista che segue gli adempimenti.

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026. Le informazioni si basano sulla normativa vigente a questa data. Verifica sempre le disposizioni aggiornate sulle fonti ufficiali.

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